Le città dei Presepi artistici

A Natale un filo conduttore lega le città di ieri e di oggi, la celebrazione della nascita di un Bambino a Betlemme: in una grotta, due genitori che Lo cullavano, al calore di un bue e di un asinello, e poi la stella, i re magi, i pastori. Una storia che  non solo gli artisti eccelsi, hanno voluto rappresentare, ma anche gli artigiani, i piccoli creativi di quartiere, e che a partire dal “poverello di Assisi”, ha dato vita alla tradizione del presepe.

E’ stato S. Francesco infatti, a volere il primo presepe vivente nella piccola Chiesetta a Greccio. Poi Napoli è stato il centro propulsore del diffondersi del presepe in tutte le case. La tradizione napoletana vede la realizzazione di statuine con un’anima in ferro imbottita, la  testa in terracotta ed i vestiti in stoffa. Il più celebre e acclamato esempio di presepe napoletano è il presepe Cuciniello realizzato tra il 1887 e il 1889 ed esposto a San Martino; un altro celeberrimo, esposto talvolta a Palazzo Reale, è il Presepe del Banco di Napoli. Questo Natale in particolare si tiene  dal 4 dicembre 2008 all’8 gennaio 2009  la Mostra di Arte Presepiale a San Severo al Pendino e poi presepi viventi in Piazza S. Gaetano , La via del presepe a Napoli e Via San Gregorio Armeno a Spaccanapoli. Inoltre nella Chiesa di S. Lorenzo Maggiore, sono custoditi gusci di noce al cui interno sono ricostruiti minuscoli presepi.

Si distingue dal presepe napoletano e da altre tradizioni presepistiche italiane, il presepe bolognese,  perché i personaggi sono scolpiti o modellati per intero, abiti compresi. Il presepe bolognese può vantare una tradizione plurisecolare che risale al XVI secolo. Il più antico esistente nella provincia di Bologna è quello conservato, almeno dal 1560, presso la parrocchia di Camugnano, nel comune di Porretta Terme. Ritenuto uno dei più grandi d’Italia è il presepe monumentale della basilica di Santo Stefano. Da non perdere se ci si reca per Natale a Bologna, i Presepi permanenti del Museo Davia Bargellini, del Museo della Beata Vergine di San Luca, di Cassero di Porta Saragozza, della Pinacoteca Nazionale di Bologna e i presepi natalizi alla Basilica di San Francesco, dove è esposto un’originale Presepe meccanico, o la Rassegna di presepi nella Chiesa di San Giovanni in Monte.

Un’altra città che quest’anno dedica ampio spazio all’espressività del presepe è Caltagirone, dove dal 24 novembre 2008 al 31 maggio 2009 sono in mostra 30 presepi di cui alcuni assolutamente speciali: il Presepe monumentale, “La Storia della Salvezza”, nel Convento dei Padri Cappuccini, allestito in una cripta all’interno del convento, che narra la “Storia della Salvezza” dall’Annunciazione alla Risurrezione di Cristo, con rappresentazioni in terracotta, poste inizialmente in singole nicchie che finiscono in un unico spettacolare effetto “d’insieme” e “Il Presepe animato in terracotta” dei F.lli Milazzo nella Chiesa Del Carmine che si  estende su una superficie di 72 mq2 , i cui personaggi, veri e propri gioielli di automazione, con i loro movimenti ed i suoni ad essi applicati raffigurano un fedele spaccato del paesaggio siciliano di fine Ottocento, con conci di pietra, canne e legno, secondo la struttura tipica delle dimore rurali, con veri e propri torrenti, piante, essenze arboree, colline ed effetti luminosi che ricreano suggestivi scenari campestri. Avrà luogo a Caltagirone anche Il Museo Internazionale del Presepe “Collezione Luigi Colaleo” nell’edificio della “Scuola Elementare San Luigi”.

Un altro presepe suggestivo, per rimanere in Sicilia è il “presepe settecentesco nella grotta”Dal 1 dicembre 2008 al 6 gennaio 2008 ad Acireale nella caratteristica Chiesa di Santa Maria della Neve. Meglio conosciuta come “A Rutta”, essa è ricavata nella roccia, risale alla metà del settecento e  ospita uno dei più bei presepi artistici siciliani di cera, composto da circa 30 personaggi che sono stati di recente restaurati.

Chi, invece, è curioso di scoprire le origini del presepe siciliano può tenere presente de “La Lunetta del Berlon” in calcare del XV-XVI secolo nella Chiesa di Santa Maria di Batlem a Modica e dei bassorilievi realizzati in stucco nel XVIII secolo nella Chiesa della Santissima Annunziata ad Ispica.

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