Siracusa: L’ Annunciazione di Antonello da Messina torna in Sicilia

Siracusa non smette mai di lasciare stupito il viaggiatore per la sua ineguagliabile bellezza, sia per quei gioielli d’architettura che formano Ortigia sia per le meraviglie d’arte che ogni singolo palazzo racchiude al suo interno. E da qualche settimana, all’interno del settecentesco Convento del Ritiro, è tornata una delle opere più straordinarie: l’Annunciazione di Antonello da Messina.

E adesso, per la prima volta, si mostra al pubblico siciliano in tutto il suo ritrovato splendore. Dopo l’intervento di restauro parzialmente integrativo, condotto dall’équipe dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro e guidato da Giuseppe Basile (colui che ha curato il restauro del Cenacolo di Leonardo da Vinci e della Basilica di San Francesco ad Assisi), l’Annunciazione è tornata a nuova vita, e potrà essere ammirata per oltre quattro mesi, dal 23 dicembre fino al 3 maggio 2009, all’interno del Convento del Ritiro, sede provvisoria del Museo Bellomo, a Ortigia, in Via Mirabella 31, tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 9 alle 19.

Un restauro innovativo quello effettuato sull’Annunciazione in collaborazione con l’Assessorato regionale ai Beni culturali ed il Museo Bellomo. Due i fronti su cui ha agito l’équipe di Basile, composta dai restauratori e conservatori Albertina Soavi, Domenico De Palo, Beatrice Provinciali, Costanza Mora e Paola Minoja: anzitutto la ricostruzione della pittura nelle lacune, sul 10%  della tela, con la tecnica del tratteggio ad acquarello. In secondo luogo, per dare un’impressione di maggiore compattezza all’opera, è stato operato uno scurimento della tela rimasta senza superficie dipinta, quello che i tecnici definiscono un “abbassamento ottico tonale”.

L’Annunciazione che si può ammirare oggi è comprensibile al 70%. Il risultato ottenuto è enorme, considerata la storia dell’opera, che già all’inizio del Novecento si presentava in grave stato di degrado. Il dipinto fu commissionato ad Antonello da Messina nel 1474 per la chiesa della SS. Annunziata di Palazzolo Acreide (in provincia di Siracusa). Della sua paternità si era persa memoria fino alla seconda metà dell’Ottocento, quando studiosi locali cominciarono ad ipotizzare l’attribuzione ad Antonello, ipotesi poi confermata nel 1903 dal ritrovamento del documento di commissione. Nel 1907, grazie a Paolo Orsi ed Enrico Mauceri, il dipinto fu comprato dallo Stato e destinato al Museo archeologico di Siracusa. Ma le condizioni dell’opera erano già critiche: il dipinto, originariamente su tavola, fu portato su tela dal grande restauratore Luigi Cavenaghi. Un’operazione traumatica, il cui segno più evidente è nell’effetto a “pelle di coccodrillo” visibile tutt’oggi. Vent’anni dopo, nel 1936, un altro intervento si rese necessario, questa volta a Firenze, sotto la guida di Augusto Vermehren, ed altri tentativi si effettuarono negli anni ’80.

Nel 2006 è arrivato il via libera all’ipotesi dell’équipe dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, che restituisce l’unicità cromatica all’opera pur rispettandone l’originalità. Un ripristino avanguardistico, che ha regalato all’opera una migliore leggibilità e che apre nuovi varchi interpretativi.

L’Annunciazione rappresenta un momento importante della produzione artistica di Antonello da Messina, uno dei più innovativi ritrattisti del Quattrocento e considerato iniziatore del rinnovamento artistico del Meridione d’Italia per la combinazione delle tecniche prospettiche, derivategli dalle opere di Piero della Francesca, con la cura meticolosa dei particolari tipica dell’arte fiamminga.

Per ammirare l’opera di Antonella da Messina troviamo, immerso tra i vicoli di Ortigia, il residence Alla Giudecca, le cui origini risalgono al XV secolo. Autentico gioiello di architettura barocca,  anticamente la Giudecca era il quartiere in cui gli ebrei abitavano e svolgevano le loro attività commerciali. Alla Giudecca è una struttura unica nel suo genere. La corte privata con doppio arco in pietra da cui si accede all’albergo, accoglie al suo interno il Miqwè, ovvero la struttura in cui aveva luogo il bagno di purificazione rituale ebraico, forse la più antica d’Europa.

L’ospitalità offerta in appartamenti congiunge la funzionalità del residence e dell’albergo, e permette di trascorrere una vacanza in cui relax e cultura si coniugano in perfetta armonia.

A pochi passi dal Convento del Ritiro sorge invece l’Algilà Charme Hotel, raffinato palazzo antico sulla riviera di Levante, che gode di una splendida vista sul mar Ionio. Algilà Ortigia Charme Hotel sorge sull’antica “Mastra Rua”, che sin dal Trecento fu sede delle più importanti residenze nobiliari della città e ancora oggi è punto di partenza per itinerari storico-culturali.

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