La mostra al Castello Maniace di Siracusa

E’ aperta da sabato 13 dicembre 2008 al Castello Maniace di Siracusa la mostra: “I Musei Nascosti. Collezioni e raccolte archeologiche a Siracusa dal XVIII al XX secolo”. Questo evento culturale permette di visitare non solo alcuni reperti archeologici scoperti da recenti scavi in Sicilia ma, e direi soprattutto, di ammirare le meraviglie di uno dei simboli di Siracusa e di tutta l’architettura sveva: il Castello Svevo, impropriamente chiamato Castel Maniace.

Il castello, posto a difesa del porto naturale di Ortigia, prende infatti il nome dal comandante bizantino Giorgio Maniace, che nel 1038 d.C. riconquistò per breve periodo la città dagli Arabi e portò in dono due arieti bronzei ellenistici, che poi vengono posti all’entrata del castello, in seguito trasformato dall’imperatore Federico II di Svevia.

I lavori di costruzione del castello federiciano, diretti dall’architetto Riccardo da Lentini, caro a Federico II, iniziano verso il 1233, e si concludono intorno al 1240. In circa 8 anni viene costruito non un semplice maniero, palazzo o loca sollatiorum, ma una costruzione che doveva rappresentare il segno della presenza dell’imperatore e della grandezza del suo potere.

Un castello che per maestria di costruzione possiede un’armonia architettonica ed un simbolismo unici, al pari del famoso ed enigmatico maniero pugliese di Castel del Monte.

All’indomani della VI crociata (1228-1229 d.C.), l’unica pacifica e coronata dal successo, della pace con il papato e delle costituzioni di Melfi, Federico II concepì l’idea di un grande spazio imperiale esteso verso il Levante, una sorta di pietra di confine del regnum.

Come ci spiega bene Maurici nel suo Federico II e la Sicilia, l’unicità iconografica ed architettonica del castello svevo di Siracusa trovano un’ottima rappresentazione e comunicazione simbolica nella nota miniatura del Liber ad honorem Augusti di Pietro da Eboli. Il castello di Federico II, con la sua pianta rettangolare e la sua stupenda sala ipostila, al cui interno troviamo le bellissime colonne che ricreano uno scacchiere di 25 spazi, rappresentava la grandezza del suo regno: le 24 province dell’impero e la Sicilia, al centro della sala, l’isola amata, il confine tra Oriente ed Occidente.

La visita al “Castel Maniace” diventa quindi un’esperienza mistica, un viaggio tra gli sfarzi di una delle opere architettoniche ed ingegneristiche più misteriose dell’epoca sveva. Pensate che il castello, che si trova proprio sulla punta dell’isola di Ortigia, possiede, tra le mura ovest, una scala che porta ad un vano sotterraneo, il cosiddetto “Bagno della Regina”, un pozzo, una riserva d’acqua dolce, collegata alla famosa Fonte Aretusa, che costituisce probabilmente un ulteriore indizio dell’esistenza, almeno a livello progettuale, del piano elevato.

Questo è solo uno degli affascinanti misteri che avvolgono il Castello Svevo di Siracusa, ed ecco perché la visita al castello rappresenta un’esplorazione, una vera e propria ricerca di ataviche emozioni, al confine tra leggenda e realtà.

La mostra sarà visitabile fino al 15 Febbraio 2009, anche se il castello resterà visitabile fino a metà marzo, periodo in cui riprenderanno i decennali restauri. Ed allora quale miglior luogo per risiedere e quindi visitare il simbolo di un impero se non Siracusa stessa, la città ricca di arte, storia e charme, dichiarata nel 2005 patrimonio dell’UNESCO.

Vi stupirà l’accoglienza del residence Alla Giudecca, le cui origini risalgono al XV secolo, situato proprio sull’isoletta di Ortigia. Autentico gioiello di architettura barocca,  anticamente la Giudecca era il quartiere in cui gli ebrei abitavano e svolgevano le loro attività commerciali. Alla Giudecca è una struttura unica nel suo genere. La corte privata con doppio arco in pietra da cui si accede all’albergo, accoglie al suo interno il Miqwè, ovvero la struttura, forse la più antica d’Europa, in cui aveva luogo l’“abluzione”, cioè il bagno di purificazione rituale ebraico.

Un’altra perla di charme, appena fuori Siracusa, è il Caol Ishka Hotel, una tipica masseria siciliana il cui nome deriva dall’antica lingua gaelica, il cui significato è ‘il rumore dell’acqua’: l’hotel infatti si trova immerso nella natura incontaminata sulle rive del fiume Anapo, con vista sul porto e sull’isola di Ortigia. Comfort, eleganza e tranquillità fanno del Caol Ishka un angolo di paradiso: ampie verande, giardino con piante di bambù ed erbette selvatiche, aiuole, piante aromatiche ed un ampio prato a ridosso della piscina.

Inoltre il piccolo ma esclusivo ristorante Zafferano Bistrot propone sapori tipici della tradizione siciliana, rivisitati ed arricchiti dalla fantasia dello Chef, prestando particolare attenzione alla scelta di ingredienti locali di alta qualità.

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